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La Vendemmia PDF Stampa E-mail
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Venerdì 29 Febbraio 2008 09:58

C’era un tempo nel quale ogni paese profumava dei suoi prodotti, chi passava da Squinzano nel periodo di settembre restava colpito dall’intenso profumo di mosto che scorreva lungo i lati delle vie e colava dai tini durante il trasporto nei vari stabilimenti disseminati nel paese. Il mese di settembre era una tappa fondamentale per l’economia locale, dopo un anno di duro lavoro; finalmente il raccolto avrebbe rimpinguato le casse delle famiglie contadine, tutti i debiti accumulati nel corso dell’anno sarebbero stati saldati e si sarebbero potuti effettuare i piccoli acquisti rimandati nel tempo. Un detto usuale era: “Ti pagherò dopo la vendemmia”! La piazza principale pullulava di “sciurnatari”, “massari” e commercianti arrivati da ogni dove.

Importante centro di scambi, dove al frastuono degli uccelli si sovrapponeva il vociare dei contadini che si accordavano, ora per la ciurma del giorno seguente che avrebbe raccolto l’uva, ora per il prezzo del prodotto venduto come uve o come mosto. La piazza Plebiscito, ancora al buio, era già piena di gente che attendeva di essere prelevata per iniziare la giornata di raccolta che sarebbe terminata al tramonto. Le campagne silenziose si riempivano di suoni e canti.
Questo era quello che accadeva a Squinzano tanti anni fa, oggi è tutta un' altra storia...

 

  Dim lights

Riprese video Andrea Pagliara
 

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